CDA
I criteri con cui operiamo
Il Centro di ascolto è nato nella parrocchia di S. Maria della Stella nel 1992 per venire incontro alle sempre crescenti richieste di aiuto di persone bisognose.
Si è costituita una associazione di volontariato, con caratteristiche di Onlus, cioè senza fini di lucro ed esclusivamente per fini di solidarietà.
Fa parte della Caritas diocesana ed opera come gruppo parrocchiale.
Nello Statuto che regola il funzionamento dell’Associazione si dichiara che la finalità dell’Onlus è “di prestare ascolto a chiunque lo richieda” nel massimo rispetto delle sue caratteristiche personali (art. 2).
L’ascolto è finalizzato ad “individuare…le caratteristiche personali di ciascun ospite, la sua storia e l’ambiente in cui vive e di ricercare con la sua collaborazione, un progetto personale per il recupero della sua specifica posizione, nel pieno rispetto della sua dignità e delle sue esigenze”. (art. 3)
Momento centrale della nostra attività è l’attenzione alla dignità della persona che va rispettata e promossa in ogni caso, senza distinzione se italiana o straniera o se appartiene ad un’altra credenza religiosa.
Il centro offre anche aiuto alla persona, attraverso donazioni di viveri, vestiario, servizio doccia e servizio mensa; tuttavia occorre fare attenzione a non limitarsi all’assistenzialismo, ma aiutare la persona a superare da sé le proprie difficoltà.
D’altra parte non dobbiamo chiudere gli occhi alle cause delle varie povertà. Come dice la Caritas in veritate “i poveri in molti casi sono il risultato della violazione della dignità del lavoro umano” (63). Dobbiamo individuare e denunciare le cause di ingiustizia che non permettono a molte persone di vivere in modo dignitoso, smascherare le “strutture di peccato”.
In primo luogo nei confronti della comunità ecclesiale; lo Statuto ribadisce il compito “di stimolare…la comunità ecclesiale a collaborare con il CDA per esprimere solidarietà e condivisione alle persone in difficoltà” (art. 3). Infatti tutti i cristiani sono chiamati a perseguire la giustizia ed a praticare la carità, non solo i volontari di associazioni caritative.
In secondo luogo nei confronti delle istituzioni pubbliche e dell’opinione pubblica. Sempre l’art. 3 dello statuto ribadisce il compito di “stimolare la comunità civile a farsi carico dei problemi denunciati dagli ospiti”.
Il centro di ascolto lavora in stretta collaborazione con gli enti istituzionali che si occupano di assistenza e svolge nei loro confronti una funzione di stimolo e, se necessario, anche di critica, soprattutto in argomenti delicati come casa e lavoro.
Al fine di evitare sovrapposizioni e dispersione di risorse economiche il Centro opera di regola secondo il principio di territorialità ed in rete con le altre associazioni caritative e con le altre Parrocchie.
L’azione del CDA si ispira a principi di sobrietà e di rispetto dell’ambiente e di lotta allo spreco delle risorse, attraverso le attività di riciclo e riuso di materiali  e del recupero di prodotti alimentari.
I volontari debbono rispettare rigorosamente la riservatezza  sulle notizie riguardanti le persone di cui vengono a conoscenza nella loro attività.
Debbono inoltre attenersi rigorosamente al principio della gratuità del servizio.
Di regola non si erogano somme di danaro, salvo che all’interno di un progetto personalizzato di accompagnamento della persona.