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Bilancio del primo mese di attività

Laboratorio “Abiti dimessi” – Parrocchia San Bartolomeo – Rivoli

Premessa.
La Compagnia di San Paolo, nell’ambito delle misure di contrasto alla crisi occupazionale verificatasi dal 1° settembre 2008, ha promosso il progetto “Reciproca Solidarietà e Lavoro Accessorio”. In questo quadro il Comune di Rivoli ha avuto la disponibilità di una somma finalizzata all’acquisto di “voucher  per il lavoro accessorio” in favore di enti non profit per la realizzazione di progetti congruenti con gli obiettivi indicati dalla Compagnia, secondo le regole e le procedure stabiliti dalla stessa.
Il Comune di Rivoli nella primavera 2012 ha quindi diffuso un bando rivolto ad Associazioni ed Enti non profit per la presentazione di progetti.
La Parrocchia San Bartolomeo ha partecipato con il seguente progetto, distinto in due aree:
 “Dividere per moltiplicare: Persone diverse, bisogni diversi, attitudini diverse che si incontrano per dare origine a risorse e opportunità nuove.
Area A) Prevenire e/o contenere situazioni di disagio scolastico;
Area B) Sostenere persone sole e/o anziane in difficoltà economiche e/o ambientali per contrastare  il rischio di emarginazione e autoesclusione. Laboratorio  riparazione e gestione abiti dismessi.”
Per quanto riguarda l’area B, il ridotto numero delle domande pervenute ci ha spinti a scegliere di concentrarci sul Laboratorio, rinunciando al “lavoro di sostegno”, attività impegnativa e molto delicata.

Il progetto  “Laboratorio abiti dimessi”
Obiettivi
ridurre il numero di capi eliminati benché ancora utilizzabili;
offrire capi decorosi e in ordine alle persone che si rivolgono alla Parrocchia per un aiuto;
fornire un’opportunità di lavoro transitorio/occasionale ma insieme anche l’acquisizione di una competenza professionale spendibile nel mercato del lavoro;
individuare e valorizzare come “formatori volontari” persone competenti residenti nel territorio.

Contenuti, modalità, strumenti
L’attività prevista consiste nel raccogliere, selezionare, riparare, ripulire, stirare, catalogare e disporre in ordine i capi.
Il lavoratore individuato può essere affiancato inizialmente da un volontario competente con funzioni di formatore.
Gli strumenti di lavoro (macchina da cucire, ferro da stiro, attrezzature per il cucito, materiale di consumo) sono messi a disposizione dalla Parrocchia.

Approvazione e assegnazione dei fondi.
Il Comune ha approvato il progetto e all’area B ha assegnato la somma di € 5.200,00 (equivalenti a 520 voucher del valore di 10 € l’uno) e ha versato l’80% del totale; la somma sarà integrata quando avremo utilizzato il 50% del finanziamento complessivo delle due aree del progetto.

Ricerca del personale
La Parrocchia ha predisposto un avviso per la ricerca del personale, l’avviso è stato pubblicato sul sito del Comune e pubblicizzato con  locandine affisse nei locali parrocchiali e nella sede del quartiere Borgo Nuovo.
I criteri per l’ammissione dei candidati sono stabiliti dalla Compagnia San Paolo e sono risultati  piuttosto restrittivi; soltanto due tra le domande pervenute sono state ammesse. La verifica dei requisiti amministrativi è stata effettuata dagli uffici comunali, garanti del rispetto delle regole e del corretto utilizzo dei fondi. Una volontaria ha incontrato  le due candidate e verificato che fossero realmente interessate e disponibili al lavoro proposto.

Avvio delle attività
Attorno al progetto si è costituito un gruppo di cinque volontarie, tra le quali una rappresentante del Centro d’Ascolto. Si è valutata infatti l’opportunità di lavorare in rete con il CDA che da 20 anni raccoglie e distribuisce abiti alle famiglie in difficoltà.
Il laboratorio è stato avviato il 22 ottobre.
Alle due operatrici è stato assegnato un monte ore di 260 ore ciascuna, da realizzare entro il 31 marzo 2013.

Strumenti e attrezzature
Il laboratorio dispone di 2 macchine da cucire, scaffali, appendiabiti, tavolini,  armadio, ferri da stiro,  asse da stirare (da sostituire perché rotto), piccole attrezzature di cucito, materiale di consumo.

Spese sostenute
Per poter cominciare è stato necessario acquistare alcuni strumenti indispensabili (macchine da cucire, scaffali,..). Le volontarie hanno provveduto con una somma di ca 250 €. Con la produzione e la vendita di manufatti natalizi e alcune piccole riparazioni per familiari e amici si potranno parzialmente rimborsare le spese. Un eventuale ulteriore sviluppo del laboratorio richiederà invece altri impegni economici.

Orario
Attualmente l’orario concordato tra le operatrici e le volontarie è dalle 9 alle 12.30 (potrà essere modificato anche in relazione alle necessità delle sarte/formatrici volontarie);
da lunedì a giovedì nella sede del laboratorio;
mercoledì, quando necessario, vendita di abiti al mercatino in collaborazione con il Centro d’Ascolto;
venerdì collaborazione con il Centro d’Ascolto per la selezione degli abiti nella sede CDA.
Il monte ore medio settimanale è di 17/18 ore.

Retribuzione
La retribuzione è di 1 voucher/ora e corrisponde a:
€ 7,50   netto per il lavoratore
€ 1,30 ( 3% )  INPS per il lavoratore
€ 0,7  (7% )   INAIL per il rischio infortuni
€ 0,5 (5%)   INPS per le spese dell’INPS
I voucher sono depositati in Parrocchia; periodicamente le volontarie comunicano al Diacono le ore svolte e il numero di voucher necessari. I voucher corrispondono alle ore svolte, sono firmati dalle lavoratrici e dal rappresentante della Parrocchia.

A un mese dall’avvio del laboratorio

Attività svolte
Le operatrici hanno lavorato sinora circa 70 ore ciascuna svolgendo le seguenti attività:
selezione degli indumenti accumulati nel locale assegnato e di quanto occasionalmente viene consegnato;
collaborazione con i volontari del Centro d’Ascolto per la selezione e la vendita al mercatino;
riparazione di capi destinati alla distribuzione o vendita;
riparazioni: per non urtare gli artigiani della zona si sono fatti lavori solo a favore di amici/familiari;
recupero di tessuti altrimenti destinati alla discarica;
riadattamento di manufatti (abiti, cuscini…); 
predisposizione di manufatti di stoffa a soggetto natalizio da vendere al mercatino o/e con passa parola.
Le somme raccolte a titolo di compenso sono finalizzate prioritariamente all’acquisto di materiale di consumo (cerniere, fili, aghi, stoffe…) e progressivamente al rimborso delle spese sostenute per l’avvio del laboratorio.

Considerazioni
Punti critici
Il laboratorio rischia di essere sganciato dal ciclo della distribuzione e della vendita. L’esiguità degli spazi non consente lo stoccaggio neanche temporaneo del materiale e il CDA ha oggettive difficoltà ad accettare ulteriori indumenti. Il laboratorio non vende/distribuisce gli abiti che ripara, abiti che o vengono portati al CDA o si accumulano nel laboratorio.
L’orario di lavoro è molto intenso e le volontarie-formatrici attualmente sono solo due, impegnate su turni stringenti. Le operatrici saranno via via in grado di svolgere alcuni lavori da sole, ma non in questa fase iniziale in cui sarebbe necessaria almeno una terza esperta. Abbiamo osservato che anche la presenza occasionale di una persona competente ha fornito idee nuove e suggerimenti di metodo.

Valutazioni positive
Le due operatrici sono entusiaste, si presentano al lavoro puntualissime (spesso in anticipo); tendono ad andare oltre l’orario previsto di chiusura; fanno proposte concrete; sono attente alle spiegazioni; si rendono progressivamente autonome nello svolgimento dei lavori assegnati; pensano al possibile utilizzo futuro di quanto apprendono.
Il laboratorio comincia a riscuotere interesse tra persone esterne che, occasionalmente o su passa parola, visitano il laboratorio, suggeriscono nuovi lavori, chiedono riparazioni,ecc.
Ci fa particolarmente piacere osservare che il Laboratorio, del tutto inaspettatamente, è anche un luogo spontaneo di incontro e di socializzazione.

Qualche proposta
verificare con il gruppo Caritas la possibilità di offrire abiti alle persone in carico ai servizi parrocchiali, secondo modalità da concordare (periodicamente o una tantum, con pagamento simbolico, ecc)
far conoscere il Laboratorio tramite fogli parrocchiali,  stampa  locale, .. illustrando le finalità  formative e sociali, quali il recupero di materiali altrimenti destinati all’ecocentro, il recupero dell’idea che “riparare si può”, ecc., avendo sempre cura di non dar luogo a incomprensioni con artigiani o commercianti della zona.

Il finanziamento consente di retribuire 520 ore complessive, ne sono state retribuite circa 140, il monte ore sarà esaurito tra febbraio e marzo, eventuali prolungamenti dell’attività dovranno essere supportati da nuovi fondi.


Rivoli, 20.11.2012

Informazioni aggiuntive