
Un cappello privo di tesa
in un giorno di limpido sole,
non serve a niente
e quasi niente ripara.
Come lo spazzolino da denti
per chi li ha già tutti persi,
o un libro a un cieco,
o una canzone a un sordo,
o tante lacrime all’insensibile.
Come una poesia d’amore
recitata a fil di labbra
a una platea di novantenni
da chi di idee ne ha tante,
ma tutte astruse e mute.
Bisognerebbe far qualcosa
per mutare la sorte
del tempo che scivola via,
giù, a precipizio, lontano
come un caduto sul ghiaccio.
Come un cappello sfaldato
in un giorno di sole abbagliante.